Come assumere un lavoratore domestico

Ultimo aggiornamento: 29.10.26

 

In questa categoria si includono tutte le professioni utili al funzionamento della vita familiare, comprese colf, badanti, cuochi, autisti o babysitter

 

Chi decide di servirsi dell’aiuto di una persona che, dietro compenso, si occupi delle mansioni relative alla cura della casa o della famiglia ha l’obbligo di dichiararne all’Inps l’assunzione. Questo perché altrimenti si potrebbe incorrere a pesanti sanzioni. Ma soprattutto perché così si riconoscono all’impiegato diritti e doveri che rendono il rapporto lavorativo più trasparente ed efficace.

Infatti, la famiglia che assume un lavoratore domestico a qualsiasi titolo, che si occupi della cura di un familiare invalido, della pulizia degli ambienti, di cucinare o badare ai bambini, sottoscrive anche un’assicurazione sul lavoro. È l’Inps a comunicare l’assunzione agli uffici preposti, compreso l’Inail che interviene in caso di incidenti sul lavoro. 

Inoltre, al lavoratore vengono riconosciuti i diritti legati ad anzianità, giorni di riposo e indennizzi che assicurano una conduzione del lavoro in condizioni dignitose e nel rispetto dei diritti individuali. Infine, il pagamento regolare dei contributi per il collaboratore domestico danno diritto al datore di lavoro di beneficiare di agevolazioni fiscali.

 

La stipula del contratto

Così come avviene per i lavoratori dipendenti assunti da un’impresa o da un professionista, anche per i collaboratori domestici deve essere redatto un contratto accettato da entrambe le parti. Alcuni aspetti del contratto sono stabiliti dal legislatore che ne determina la validità dell’accordo solo se si rispettano determinati parametri.

Il contratto va comunicato all’Inps e non al centro dell’impiego come avviene nel caso delle assunzioni di dipendenti più strettamente legate all’ambito professionale. Sarà l’Inps a comunicare agli uffici competenti l’avvenuta assunzione e la stipula del contratto tra le parti. In questo modo, il lavoratore è anche tutelato dal punto di vista della sicurezza sul lavoro perché riceve assistenza da parte dell’Inail in caso di infortunio.

Nel contratto vanno specificate, oltre alle condizioni lavorative, anche il tipo di servizio che deve prestare il lavoratore. In particolare è importante specificare l’orario in cui verranno svolte le mansioni dell’impiegato, con maggiore attenzione nei confronti della convivenza e della possibilità e l’eventuale frequenza del lavoro notturno. In particolare questo vale per le badanti che prestano servizio di assistenza alla persona invalida.

È importante stabilire nel contratto se il lavoro presso la famiglia viene svolto oppure no in regime di convivenza e se l’orario è a tempo pieno o parziale.