Tassa sui rifiuti e bonus TARI 2021: cosa c’è da sapere

Ultimo aggiornamento: 14.06.21

 

Che cos’è, come si calcola, quando e come si paga, quali requisiti occorrono per accedere ad agevolazioni, esenzioni e sconti.

 

Che cos’è la TARI e chi è tenuto a pagarla

La TARI è l’attuale tassa sui rifiuti che ha sostituito le precedenti imposte TARES, TIA e TARSU, ed è destinata appunto a finanziare i servizi di raccolta e smaltimento della spazzatura prodotta dalle utenze domestiche e non domestiche. Sia i privati cittadini sia i titolari d’impresa sono tenuti al pagamento TARI, e nella fattispecie i proprietari e i detentori a qualsiasi titolo di immobili, locali o aree scoperte che producono rifiuti urbani.

Per locali sono da intendersi tutte le strutture ancorate al terreno e chiuse su almeno tre lati, mentre per aree scoperte si intendono le zone dove non sono presenti edifici o strutture di alcun tipo, ma che sono destinate ad attività o utilizzi che comportano la produzione di rifiuti.

I proprietari sono tenuti a pagare la tassa soltanto sugli immobili che essi stessi possiedono e occupano, fanno eccezione a questa regola soltanto gli immobili dati in locazione per un periodo di tempo inferiore ai sei mesi, per i quali il pagamento dell’imposta sui rifiuti spetta in ogni caso al legittimo proprietario. Nel caso in cui il contratto di locazione o di comodato d’uso superi il tetto massimo dei sei mesi, quindi, anche gli inquilini sono tenuti a pagare la TARI.

Come viene calcolata la TARI

Calcolare la TARI non è di competenza del cittadino ma spetta ai singoli Comuni di residenza determinare la tariffe; queste ultime, inoltre, variano in base a diversi fattori. L’importo complessivo dell’imposta rifiuti è costituito da una quota fissa alla quale si aggiungono ulteriori quote variabili. La quota fissa si ottiene moltiplicando i metri quadrati della superficie dell’immobile per la tariffa che corrisponde al numero degli occupanti dello stesso. I dati sugli occupanti degli immobili sono ricavati direttamente dall’ufficio anagrafe del Comune; nel caso dei proprietari che risiedono nell’immobile, quindi, il numero degli occupanti sarà quello indicato nello Stato di Famiglia del proprietario.

Nel caso degli affittuari, invece, il numero effettivo degli occupanti potrebbe non essere verificabile, in questo caso il dato è fornito da una tabella presuntiva basata sulla superficie complessiva dell’immobile. Per capire come funziona la tabella, basta dire che questa calcola un solo componente familiare aggiuntivo per gli appartamenti fino a 45 metri quadrati, due per quelli da 46 a 60 metri quadrati, tre per quelli da 61 a 75 metri quadrati e quattro per gli appartamenti oltre i 76 metri quadrati.

Alla quota fissa vengono poi aggiunte una quota variabile misurata, che è proporzionata alla quantità di rifiuti prodotti e conferiti, e un’ulteriore quota variabile relativa ad altri servizi resi alla singola utenza. L’ammontare della tassa rifiuti TARI varia da Comune a Comune quindi; la TARI di Napoli, per esempio, non è equivalente alla TARI del Comune di Milano, e così via per le altre municipalità.

Nel caso di utenze non domestiche, cioè con destinazione commerciale o industriale, la quota fissa non si ottiene moltiplicando la superficie per il numero di componenti del nucleo familiare ma per la parte fissa unitaria della categoria a cui appartiene, che equivale a sua volta a una delle 30 categorie merceologiche indicate dal DPR n. 158 del 27 aprile 1999; a questa viene aggiunto il 5% del tributo provinciale per i servizi di tutela, protezione e igiene ambientale, nonché il prodotto tra la parte variabile della categoria e la superficie dei locali.

Quando bisogna pagare la TARI

La tassa dei rifiuti viene calcolata su base annua, e fatta eccezione per disposizioni particolari da parte del proprio Comune di residenza viene solitamente suddivisa in tre rate. Le scadenze TARI sono le seguenti:

♦ Il pagamento della prima rata scade il 30 aprile.

♦ Il pagamento della seconda rata scade il 31 luglio.

♦ Il termine ultimo per effettuare il pagamento del saldo, invece, è il 31 dicembre.

Come accennato prima, però, i singoli Comuni e gli enti locali possono attuare delle modifiche a questo calendario di scadenze, in seguito a esigenze amministrative oppure su richiesta specifica del contribuente. Di conseguenza è importante attenersi alle indicazioni del proprio Comune di residenza.

I pagamenti possono essere effettuati tramite gli appositi bollettini postali, con il MAV oppure mediante il modello F24; inoltre è possibile pagare online tramite home banking, direttamente sul sito delle Poste Italiane, sul sito dell’Agenzia delle Entrate oppure mediante la nuova piattaforma PagoPA.

Agevolazioni e riduzioni d’imposta

La tassa della spazzatura va pagata anche sulle seconde case ovviamente, quindi per alcuni proprietari il carico fiscale potrebbe diventare abbastanza alto. Per questa ragione sono previste delle agevolazioni che permettono di ridurre gli importi dovuti, e in alcuni casi esserne addirittura esentati.

La TARI ha riduzioni ed esenzioni quando gli immobili si trovano in determinate condizioni, per esempio quando sono abbandonati, disabitati, inagibili, adibiti a case vacanza oppure concessi in comodato d’uso a parenti o dati in affitto. Anche in questo caso, però, bisogna fare fede a quanto indicato nel regolamento del Comune dove è situato l’immobile.

Per quanto riguarda in particolar modo le riduzioni, le opzioni possibili sono due: lo sconto per le imprese e quello per i contribuenti. Per le utenze non domestiche è prevista una riduzione della quota variabile della tassa che è proporzionata alla quantità di rifiuti che l’impresa sceglie di gestire in maniera autonoma, cioè senza avvalersi del servizio pubblico. La quota variabile può essere depennata del tutto nel caso in cui l’impresa decida di farsi interamente carico della gestione dei rifiuti prodotti, inclusi i processi di recupero e riciclo.

Per quanto riguarda le utenze domestiche, invece, i contribuenti possono ottenere uno sconto dal 20% al 40%, ma soltanto nel momento in cui il servizio di raccolta viene interrotto o effettuato in modo scorretto. Potrebbe cioè capitare che pur conferendo regolarmente i rifiuti differenziandoli secondo le norme previste, a causa della mancata raccolta dovuta a scioperi o interruzioni nel servizio, nei bidoni per spazzatura finiscano con l’accumularsi scarti di umido, involucri non riciclabili, plastica, contenitori di farmaci o integratori omega 3 migliori e altro ancora.

In questo caso i contribuenti possono richiedere uno sconto del 20%, ma si può arrivare anche al 40% in relazione alla distanza che intercorre tra l’immobile e il più vicino punto di raccolta.

 

 

Sottoscrivere
Notifica di
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments